Memoria, paesaggio, città

Installazione Arborvitae, Villa Ada, Roma 2015

Arborvitae
La memoria come forma della città
Un progetto sul ruolo della memoria nella città contemporanea
Scenari
Le città contemporanee stanno attraversando trasformazioni profonde che riguardano anche i luoghi della memoria e del commiato.
Le alterazioni ambientali, come il cambiamento climatico, il consumo di suolo e la perdita di biodiversità, impongono una riflessione sul rapporto tra città e natura.
A queste si affiancano mutamenti sociali significativi, come l’invecchiamento della popolazione, la diffusione della cremazione e una crescente distanza culturale dal tema della morte.

Progetto
In questo contesto Arborvitae introduce una nuova lettura del cimitero tradizionale: non più spazio separato e impermeabile, ma parte attiva della struttura urbana capace di generare continuità ecologica e nuove condizioni di prossimità.
Il progetto trova applicazione a diverse scale, dal giardino della memoria fino alle infrastrutture verdi urbane e territoriali. Ogni intervento ne rappresenta una declinazione specifica, definita dalla forma del territorio, dalle condizioni del contesto e dalla cultura locale.
Il libro
Arborvitae.
Il giardino che ancora non c’è,
dedicato a chi non c’è più.
È la prima sintesi editoriale del progetto Arborvitae e ne definisce il quadro teorico: una proposta per ripensare i luoghi del commiato come infrastrutture verdi della città contemporanea.

Estratto della trasmissione Rai1 Milleunlibro
Journal
Arborvitae ha attirato nel tempo l’attenzione della stampa e di diverse istituzioni culturali, contribuendo al dibattito sul paesaggio e sulle trasformazioni della città contemporanea.
Articoli, interviste e riconoscimenti documentano lo sviluppo della ricerca e il suo contributo alla riflessione su memoria, paesaggio e città.


















