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LA REPUBBLICA GREEN & BLUE | I modi green per salutare il caro estinto

Aggiornamento: 8 gen

Una mia intervista a Green & Blue che dedica un servizio al tema dei cimiteri e all'impatto ambientale delle pratiche legate alla sepoltura. Si parla di I AM A TREE come una delle soluzioni per affrontare la mancanza di spazio e il consumo di suolo.

.... Resta il fatto che in Italia ci sono questioni sanitarie, valori morali e religiosi che limitano le possibilità. "C'è una chiusura da parte della pubblica amministrazione a percepire che è in atto una forte spinta sia sociale sia imprenditoriale verso nuove soluzioni. La legge sulla cremazione e dispersione delle ceneri è obsoleta perché non tiene conto di quanto sia cambiata la società e di quanto si sia deteriorato l'ambiente in cui viviamo in questi ultimi vent'anni e molti progetti green non riescono a partire", dice Consuelo Fabriani, architetto paesaggista e fondatrice di Studio A3paesaggio.

Per fare fronte a alle emergenze ambientali delle grandi città, come il consumo del suolo, la qualità dell'aria e la perdita della biodiversità, ha ideato "I am a Tree" un progetto di forestazione urbana che rivisita i luoghi della memoria attraverso il disegno di parchi urbani dove è consentito interrare le ceneri derivanti dalla cremazione in apposite urne biodegradabili ai piedi di un albero commemorativo, oppure conservarle in case cinerarie immerse nel verde: alberi quindi e non più lapidi. Attualmente la legge, ma ci sono delle differenze regionali, impone che la dispersione venga fatta solo nelle aree dei cimiteri, o in aree private, oppure nel mare. In ogni caso va chiesta una autorizzazione e va dimostrato che il defunto ne ha espresso la volontà quando era in vita. "La dispersione delle ceneri in mare o al vento non aiuta l'elaborazione del lutto, dobbiamo sempre pensare a chi rimane e all'intima necessità di ognuno di noi di avere un luogo dove poter commemorare chi ci ha lasciato. È importante quindi che i luoghi della tradizione vengano ripensati in una chiave più contemporanea che tenga conto delle istanze ambientali e sociali del nuovo millennio. Penso che questa urgenza debba essere affrontata dal ministero della Transizione ecologica", conclude Fabriani.

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