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Visione

Trasformazioni contemporanee

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Arborvitae prende avvio dal riconoscimento di alcune trasformazioni profonde della società contemporanea: l’invecchiamento della popolazione, la diffusione della cremazione e la crescente pressione sul suolo urbano.

 

Questi fenomeni non pongono soltanto questioni gestionali. Interrogano il modo in cui le società contemporanee affrontano il fine vita, la memoria e il rapporto tra i vivi e i morti nello spazio della città.

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Per lungo tempo i luoghi della sepoltura sono stati pensati come spazi separati, marginali rispetto alla vita urbana. Oggi questa distanza mostra i suoi limiti, sia sul piano culturale sia su quello ecologico.

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Queste condizioni rendono necessario ripensare radicalmente il ruolo dei luoghi del commiato, non più come spazi isolati, ma come parti attive della struttura urbana e ambientale.

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Il paesaggio come infrastruttura della memoria

 

Arborvitae si colloca in questo passaggio storico come proposta progettuale sul paesaggio contemporaneo.

 

Il paesaggio non è una cornice o un elemento decorativo, ma una struttura vivente capace di dare forma al tempo, accogliere la memoria individuale e generare qualità ecologica per la collettività.

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Diventa una infrastruttura della memoria: uno spazio in cui il ricordo non si traduce in consumo di suolo e materia, ma in cura, crescita e trasformazione.

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La forestazione costituisce il dispositivo attraverso cui questa infrastruttura prende forma, trasformando i luoghi del commiato in sistemi ecologici capaci di evolvere nel tempo e contribuire alla costruzione del paesaggio urbano.

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In questa prospettiva, la memoria entra a far parte dei sistemi ecologici urbani.

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Memoria e capitale naturale

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Ogni intervento sul paesaggio produce effetti che vanno oltre la dimensione simbolica. Alberi, suolo, acqua e biodiversità costituiscono il capitale naturale delle città: sistemi viventi che regolano il microclima, assorbono carbonio, favoriscono la permeabilità dei suoli e sostengono la qualità ambientale.

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Quando i luoghi della memoria vengono progettati come spazi verdi attivi, essi contribuiscono ai servizi ecosistemici urbani e alla resilienza dei territori.

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La memoria, in questa prospettiva, non occupa spazio: produce paesaggio. Non consuma risorse: le rigenera.

 

​Il progetto dei luoghi del commiato assume così una funzione strutturale, contribuendo alla costruzione di nuove infrastrutture verdi per la città contemporanea.

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Memoria come infrastruttura urbana

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Integrare memoria e natura nel progetto della città significa riconoscere che i luoghi del ricordo possono essere parte delle infrastrutture verdi urbane.

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Non spazi residuali o separati, ma componenti del sistema ecologico e sociale della città.

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Arborvitae introduce la memoria come dimensione attiva del paesaggio contemporaneo, capace di generare valore ambientale, continuità territoriale e qualità dello spazio pubblico.

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Attraverso la forestazione, il ricordo individuale si traduce in una struttura collettiva: un sistema vivente che cresce nel tempo e contribuisce alla costruzione della città.

"Il desiderio di trovare nella natura consolazione alla mortalità ha fatto sì che gli esseri umani eleggessero gli alberi a simbolo di un incessante ricominciare, di una costante rinascita della vita''
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Simon Schama, Paesaggio & Memoria
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