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Alberi, memoria e paesaggio. Un incontro con Giuseppe Barbera alla Biblioteca Consorziale di Viterbo

  • Immagine del redattore: cfabriani
    cfabriani
  • 15 nov 2024
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 18 mag

Alla Biblioteca Consorziale di Viterbo, insieme a Giuseppe Barbera, agronomo palermitano, già professore di Colture Arboree all’Università di Palermo e autore di numerosi saggi, abbiamo parlato di alberi, memoria e paesaggio.


L’incontro è stato l’occasione per presentare al pubblico il libro di Barbera, Abbracciare gli alberi, e il mio progetto Arborvitae.



Nel suo libro, Barbera esplora il ruolo degli alberi come presenze vive e silenziose del paesaggio: custodi di memoria, testimoni di culture antiche, miti e leggende che attraversano il tempo e continuano a parlare al nostro immaginario. Abbracciare gli alberi non è soltanto l’invito a un gesto fisico, ma il richiamo a ritrovare una relazione più profonda con il mondo naturale e con la dimensione simbolica dell’albero.


Consuelo Fabriani alla Biblioteca Consorziale di Viterbo durante l’incontro con Giuseppe Barbera su alberi, memoria, paesaggio e il progetto Arborvitae

Da architetto paesaggista, il mio approccio nasce da un terreno diverso, ma incontra la riflessione di Barbera nel riconoscere agli alberi un valore che non è soltanto ambientale o ornamentale. Gli alberi sono organismi viventi, presenze culturali, figure di continuità e trasformazione: possono custodire memoria, generare appartenenza, dare forma a luoghi capaci di accogliere il tempo della vita e quello del ricordo.


In questo senso, Abbracciare gli alberi e Arborvitae si incontrano su una stessa esigenza: tornare a guardare gli alberi non solo per ciò che offrono in termini di ossigeno, ombra o bellezza, ma per la loro capacità di ricucire un rapporto più profondo tra natura, cultura e paesaggio.



 
 
 

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